Cop25: Ispi, “alla fine la montagna partorì un topolino”

La Conferenza Onu sui cambiamenti climatici Cop25 “manca il bersaglio e rinvia al 2020 le questioni più spinose”. “Abbiamo perso un’opportunità” dice il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, “mentre i maggiori inquinatori frenano ogni accordo vincolante sulle emissioni di gas serra”. Il dossier dal titolo “Flop 25”, curato dall’Istituto per gli studi di politica internazionale, è disponibile all’indirizzo https://www.ispionline.it/. Vi si legge fra l’altro: “Alla fine la montagna partorì un topolino. La Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si è conclusa ieri a Madrid (Cop25), ha rinviato tutto di un anno, al prossimo vertice di Glasgow, nel novembre 2020. L’incapacità di raggiungere un consenso va ricercata nella spaccatura tra Paesi vulnerabili e cosiddetti ‘grandi inquinatori’ che, ancora una volta, hanno bloccato ogni progresso nelle trattative”. La Cop più lunga di sempre – era iniziata il 2 dicembre e la sua chiusura è stata prorogata di 42 ore – si è conclusa “con un’intesa vaga” che esprime “la necessità urgente” di ridurre le emissioni climalteranti. “Troppo poco – commenta l’Ispi – e troppo tardi, per un’esortazione ben lontana dal calendario di impegni precisi che ci si aspettava dai delegati”.

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