Sinodo per l’Amazzonia: padre Dornelas, in Amazzonia “crisi umanitaria”, “accompagnare le migrazioni”

“Accompagnare le migrazioni”. È uno degli imperativi più urgenti da raccogliere per la regione panamazzonica. Lo ha spiegato padre Sidney Dornelas, missionario scalabriniano e direttore del Cemla (Centro di studi migratori latinoamericani), durante il briefing di oggi sul Sinodo in sala stampa vaticana. “Esiste la volontà della Chiesa di accompagnare i migranti, ma esiste anche una mancanza di formazione”, ha detto il missionario parlando di “crisi umanitaria” per la Chiesa amazzonica, che si è trovata ad “affrontare un flusso di migliaia e migliaia di migranti, provenienti prima da Haiti e poi dal Venezuela”. “Lo Stato non era pronto a fronteggiare tale situazione, e la Chiesa se ne è fatta carico”, ha reso noto padre Dornelas, facendo notare come attualmente ci siano circa 150mila migranti che “stanno attraversando la frontiera”. Di qui la necessità di “un’attenzione specifica per le persone che vengono da altri continenti e Paesi”, e dunque al grande capitolo delle migrazioni internazionali, che va ad aggiungersi a quello già ingente delle migrazioni interne alla regione panamazzonica. “Non possiamo capire la regione amazzonica senza le migrazioni”, ha confermato Marcia María de Oliveira, esperta in Storia della Chiesa in Amazzonia: “In Amazzonia, come in tutta l’America Latina, la migrazione è interna ed intercontinentale, anche perché oggi l’Unione europea, gli Stati Uniti e il Giappone hanno introdotto misure restrittive in materia. Alcune etnie, inoltre, si spostano all’interno del loro territorio ed altre popolazioni indigene si spostano nelle città”.

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