Ecuador: dopo accordo tra Governo e organizzazioni indigene, ritirato Decreto su carburanti ma continuano arresti

All’indomani dell’accordo tra il Governo dell’Ecuador e le organizzazioni indigene, sociali e sindacali, il Decreto 883 che, tra le altre cose, prevedeva la fine dei sussidi statali per calmierare i prezzi del carburante è stato effettivamente ritirato.
La cronaca della giornata, tuttavia, offre segnali contrastanti. Il Conaie, la più grande organizzazione indigena, in una conferenza stampa, ha rivendicato il successo della propria azione e ha apprezzato il sollecito ritiro del decreto, chiedendo nel contempo un’amnistia per i detenuti. Molti giovani e studenti, insieme a semplici cittadini, sono scesi in strada “armati” di scope e ramazze, per ripulire le vie e le piazze dai resti di giorni di agitazione.
Il clima, tuttavia, resta teso e non sono mancati episodi da “regolamento di conti”: la prefetta (l’incarico corrisponde la nostro presidente di Provincia) del Pichincha (la provincia nel cui territorio è compresa la capitale, Quito), Paola Pabón, fedele all’ex presidente Rafael Correa, è stata arrestata. Sempre ieri, a Quito, il centro pastorale intitolato al vescovo Leonidas Proaño, casa di incontri, ritiri e di formazione dei giovani, è stato oggetto di un’incursione di una cinquantina di agenti della Sicurezza, che hanno perquisito tutti i locali e i locali adiacenti della “Maquita”. La perquisizione è durata più di quattro ore. Secondo fonti dirette del Sir, gli agenti hanno rotto serrature, sfondato porte, sottoposto i presenti a pesanti e insistenti interrogatori. Alla fine hanno ammanettato il responsabile della struttura Pablo Del Hierro per portarlo in questura. Di fronte al pianto della responsabile della Maquita, la poliziotta ha aperto le manette. In un comunicato il coordinamento Amerindia Continental, assieme a numerose organizzazioni ecclesiali e sociali, chiede “l’immediata liberazione” di Pablo Del Hierro, ritenendo “ingiusta” la sua detenzione e affermando che egli è “ampiamente riconosciuto per il suo impegno nella formazione dei giovani e per la sua opzione per una Chiesa povera e con i poveri, alla luce del magistero di Papa Francesco.

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